Disturbo di Dimorfismo Corporeo

proxy

Amministratore
Staff
12 Febbraio 2003
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Quindi il tuo consiglio??
Suicidio di massa o cercare di parlare di questo problema in modo da prendere vera coscienza che esiste??
Vogliamo cercare di dare una scossa a queste persone o le lasciamo sprofondare nella xxxxxx?
 
21 Novembre 2016
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Hai travisato. Suicidio di massa è una tua conclusione. Non ci sono consigli da dare, è peggio dare parternali consigli. Al massimo quello di imparare ad accettarsi e trovare una propria strada, che non è quella che si sognava. Ma proprio al massimo...
 

proxy

Amministratore
Staff
12 Febbraio 2003
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Infatti non considero una paternale conoscere una patologia che può essere parte delle tua vita.
Meglio conoscere che evitare di farlo secondo me
 
21 Novembre 2016
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Proxy ha scritto:
Infatti non considero una paternale conoscere una patologia che può essere parte delle tua vita.
Meglio conoscere che evitare di farlo secondo me


Che te possino Proxy... Sai che idea mi sono fatto di te? Che sei una brava persona. Però ti piace avere la parola finale. Va be' te la concedo...
 

tisch

Utente
1 Aprile 2007
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La liberazione sessuale, il femminismo, i social network, l'ipergamia femminile, sono tutte cause della dismorfofobia.

Guardate i nati tra anni '70 e '80, coloro che hanno vissuto la propria gioventù esenti da Instagram, Tinder, tronisti, Grande Fratello, Jersey Shore e altre tammarate del genere. Soffrivano di dismorfobia? No. Al massimo c'era qualche matta che si imponeva di non mangiare e precipitava nel baratro della anoressia.
Per il resto, ti bastava essere un ragazzo normale per vivere una vita normale, fatta degli inevitabili bassi, ma anche con tanti alti.

Chi invece si trova oggi a vivere i propri 20-25 anni, chi è nato dal '90 in poi, la cosiddetta generazione Z, si trova a confrontarsi con dei modelli sociali e comportamentali totalmente stravolti. L'altro giorno stavo passando per caso davanti ad una scuola superiore all'orario di uscita: sembrava di assistere a una sfilata di moda. Tacchi vertiginosi, trucchi perfetti, capelli appena fatti dalla parrucchiera, borse abbinate agli stivali, occhiali da sole firmati.
Ai miei tempi le mie compagne di scuola venivano vestite alla bene e meglio. Outifit? Neanche esisteva questa parola. Trucchi? Ma manco per sogno! Una minigonna era un evento che si festeggiava, una di quelle robe che si vedevano una volta all'anno in classe.

Non solo. Un aspetto da molti trascurato è l'impatto che i media stanno avendo sulla mente femminile. O pensate che il fatto che l'intera popolazione femminile venga continuamente bombardata alla TV e sul proprio smartphone da immagini di bellissimi ragazzi, non finisca, alla lunga, per alterarne i criteri di selezione? Che le donne non inizino a pensare che l'eccellenza, il top, sia la normalità, quello a cui aspirare al momento di scegliere un partner?
O che la possibilità che ha una qualsiasi ragazza, anche la più insipida e anonima, di essere approcciata tramite internet da centinaia di bei ragazzi, non spinga continuamente ai margini del mercato delle relazioni una fetta sempre più grande della popolazione maschile?
Che esistono ragazzi che mobilitano masse enormi di donne, sottraendole continuamente ai meno fortunati geneticamente?



Questo per dire cosa? Che il livello di bellezza richiesto oggi per avere una qualunque relazione si è alzato tantissimo. I ragazzi normali degli anni '90, sono i brutti di oggi. E se una volta ti bastava essere un ragazzo qualsiasi, e compensare con simpatia e un occhiale stravagante per conquistare la tua bimba del cuore, oggi questo non basta più. Un ragazzo del genere per non arrivare ai 25 anni vergine e senza una relazione amorosa all'attivo, è costretto a contattare migliaia di ragazze (pesca a strascico) su facebook e instagram, pagare costosi abbonamenti Plus nelle app di dating, frequentare escort, fare viaggi nei paesi dell'ex-URSS o del sud-est asiatico, e altri orrori del genere.


Il livello minimo per poter entrare in partita oggi è molto più alto rispetto a soli 10 anni fa. Oggi non si viene rifiutati perchè alti 1.55, col naso storto, le orecchie a sventola e l'acne, ma perchè Francesca, la biondina che ti fa battere forte il cuore, è in contatto su internet con uno stazzone alto 1.85, con due spalle larghe così, pieno di capelli e con un sorriso così bello da sciogliere le calotte polari. E lei sarebbe disposta a farsi tutta l'Italia a piedi da nord a sud, pur di stare mezz'ora tra le sue braccia, e non essere scocciata dai suoi anonimi e indesiderati spasimanti.

In questo quadro generale fatto di donne che non fanno altro che star sedute e selezionare quotidianamente uomini come si selezionano i pomodori dentro una cassetta dal verduraio, immagini di uomini stupendi diffuse a tambur battente su tutti gli schermi, possibilità di contattare altri ragazzi moltiplicate x1000, è facile che un ragazzo sviluppi dismorfofobia.
Certo. Non c'è nulla di cui stupirsi.



E prima di affrontare un qualunqe percorso psicoterapico, lo psicoterapeuta dovrebbe comprendere questi aspetti. Queste tendenze che si evincono non dai manuali scritti da Freud in un'epoca in cui non esisteva nemmeno l'energia l'elettrica e la vita di ognuno iniziava e si concludeva nel quartiere dove era nato, ma dall'osservazione fredda, lucida, analitica, distaccata, della realtà contemporanea.
Girando per strada, uscendo nei locali, frequentando le aule universitarie, osservando i profili social di ragazzi e ragazze.
E' facile dire a un ragazzo Sei complessato, sei dismorfofobico, smettila di pensare al tuo aspetto, quando arriva vergine a 25 anni ed è stato rifiutato decine e decine di volte da ragazze che non volevano star con lui perchè Non voglio nulla, voglio stare libera, non mi sento pronta, sei solo un buon amico, e il giorno dopo erano tra le braccia di un mezzo-modello, con gli occhi a cuoricino e le mutandine allagate...

Quindi attenzione, perchè un ragazzo dismorfofobico, complessato, insicuro, paranoico, è un ragazzo che si percepisce di valore inferiore rispetto a quello reale. E lì che ben vengano le spallate volte a demolire il castello che si è costruito, se no rischia di finire come quelle bellissime ragazze che si vedono brutte e grasse (non percepiscono il loro reale valore) e diventano anoressiche. Quelle che, seppur messe di fronte all'evidenza della bilancia che segna 38Kg, continuano a vedersi come delle balene.
Ma un ragazzo di 25 anni, vergine e che non ha mai baciato una ragazza, che inizia a farsi due domande sul suo aspetto fisico dopo aver subito anni di crudezze e orrori vari, di certo l'ultima cosa di cui ha bisogno è sentirsi dire che è dismorfofobico. E' un ragazzo che ha un problema oggettivo (spesso più di uno), e prima ne prende consapevolezza, meglio è.
Equilibrio, sempre.
 

markone

Utente
11 Luglio 2017
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Napoli
Post molto interessante ed hai super ragione,ricordo ancora la prima visita che feci da un tricologo avevo 30 anni mi rise in faccia per dire come ti viene di pensare che tu abbia qualcosa, un po come la reazione di alcuni ai miei post sul forum due anni fa ed anche nell'ultimo più recente,comunque a giugno compiero 35 anni ed ogni anno faccio la visita con due Dottori uno di Pisa dove mia moglie e in cura per la vitiligine l'altro qui a Napoli però non è che li alterno nello stesso anno, solo una volta mi è capitato di farmi visitare una volta da entrambi a distanza di un mese ma ogni anno mi viene sempre riscontrato niente Aga ma sopratutto lo stato dei capelli in perfetta salute salvo un po' di sensibilità cutanea anche se nell'ultima visita dove per mia mancanza ho trascurato il mio ipotiroidismo per un anno il dottore mi ha detto che i capelli erano un pochino più secchi.

Purtroppo io sono cresciuto con tutti i fratelli maggiori e tutti agati il primo ha iniziato dai 23 anni verso i 28 era già avanzata la sua aga,il secondo verso i 27 sui 33 era anche lui allo stesso livello del primo, il terzo più meno lo stesso oggi ha 38 anni ed è un Nordwood-Hamilton 3vertex,mia mamma zero problemi di calvizie mio padre idem vicino ai 70 anni a incominciato a diradare i capelli nel vertex ma ancora oggi a 74 ha tantissimi capelli ed il padre era calvo già prima dei 25 anni.

Quindi ho sempre vissuto con questo timore,ma purtroppo come diceva Proxy nel primo post è vero nonostante i tricologi dicevano non hai niente io credevo che si sbagliassero che io vedevo qualcosa che loro non vedevano,ed è una cosa che non ti fa stare bene perché poi oltre loro anche le persone intorno a te si rendono conto che quello che dici di avere non c'è,però io resto del parere che anche se non hai grossi problemi non è un male avere cura dei propri capelli come altre parti del corpo e della propria persona,anche se ogni volta che dicevo ad uno dei Doc di volere assumere degli integratori di dht per prevenzione dicevano di no perché non ne avevo assolutamente bisogno anche se io li ho assunti almeno per sei mesi l'anno negli ultimi due anni non ho mai avuto nessun tipo di sides non capisco perché negarli se uno non riscontra sides.

Comunque ripeto è vero la psiche può davvero far credere in fissazioni che ti fanno solo stare male,oltre questo non ho mai avuto nessun tipo di fissa o altro anche perché sono sempre stato e sono tutt'ora un tipo socievole,sportivo e con una vita sociale normalissima ma sui capelli sono fissato un pochino anche se va periodi e c'è da dire che io sono 14/15 anni che porto sempre i capelli rasati a zero ai lati e sopra ad 1 e delle volte tutto a zero quindi non è che sono fissato con acconciature ed altro, solo negli ultimi 6 mesi ho portato un buzz cut con misura sui 3/4 cm sopra perché il clima era più freddo.

Comunque credo che parlarne possa solo fare bene.
 
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yolo

Utente
3 Aprile 2019
48
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15
Milano
Studio psicologia e soffro di dismorfofobia quindi questo è il post perfetto.

Innanzitutto la dismorfofobia non ha solo cause esterne, come moltissimi altri disturbi psicologici simili ha alla base il temperamento o genetica, e affonda le radici nelle interazioni infantili, che a loro volta sono in parte determinate dal proprio temperamento. Il temperamento è la parte immutabile della propria personalità, apprezzabile solo in tenera età. Le esperienze infantili che hanno più possibilità di generare la dismorfofobia in là nel tempo sono quelle in cui ci si sente profondamente indegni, può dipendere dai voti scolastici o dall'essere rifiutato dai coetanei così come dai genitori, il contesto è poco importante, ogni cosa può essere poi riversata sul proprio aspetto fisico a livello inconscio, quindi non è una cosa di cui siamo consapevoli. L'ossessione attuale della società per la perfezione diventa quindi una concausa, se fosse la causa chiunque non si trovi bello o non risponda agli standard ne soffrirebbe, ma non è così.
La dismorfofobia non è un "credersi brutti", è una profonda e limitante ossessione per il proprio aspetto fisico. Se a 15 anni mi svegliavo la mattina e i capelli non mi piacevano piuttosto che andare a scuola fingevo di star male; se volevo uscire la sera e mentre andavo mi specchiavo per caso nel finestrino di un'auto rientravo; se mi specchiavo casualmente quando ero fuori mi sentivo a disagio. A parte questo la mia adolescenza è stata totalmente normale, con amici, con partner, eppure ne soffro. Quando è iniziata la cosa dei capelli sono arrivato a fare anche 200 foto al giorno per evidenziare bene la situazione, capire com'ero messo, cosa si sarebbe potuto fare, ho spulciato ogni forum, tutto quello che potessi guardare. A volte va a giorni, un giorno è tutto ok e quello dopo mi vedo in una situazione irrecuperabile. È avere una percezione del tutto distorta, è come guardarsi allo specchio e ritrovarsi davanti uno di quegli specchi deformanti che si trovano nei luna park.

Si possono dare dei consigli a chi soffre di dismorfofobia, ovvero rivolgetevi a uno specialista. La dismorfofobia è davvero difficile da trattare, si parla di recuperare le proprie parti infantili, microtraumi eccetera, e doverli rivivere per annullarli. Da quando ho iniziato la terapia sicuramente le cose per me sono cambiati, i capelli continuano a generarmi abbastanza ansia anche se come ho detto va a giorni, ma con l'immagine allo specchio nella totalità ho davvero molti meno problemi. Da solo non ci sarei mai riuscito.

Ah, tanto per parlarne: la psicologia s'è un po' evoluta da Freud, di certo i suoi manuali non sono attualmente usati nella psicologia clinica.
 
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Utente1988

Utente
12 Febbraio 2019
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265
Dipende
Yolo, ti faccio una domanda
Non è che la dismorfofobia sia anche l’errata percezione del proprio fisico? Proprio perché parli di centinaia di foto... anche io quando ero ragazzo, ma ricordo che lo facevo perché non ero sicuro di quale fosse il mio vero aspetto. Capitava che mi vedevo bene allo specchio, e quasi credevo di vedere un’altra persona sulle foto. Hai presente quando arrivi al punto da chiedere a un tuo amico se sei normale? E questo ti risponde “non hai gli specchi a casa?”, il fatto è che mi pareva di avere 100 aspetti fisici diversi, e questo mi disturbava. Un po’ questo atteggiamento è rimasto chiaramente con la calvizie perché noti che avere anche solo un ciuffo di capelli che ti copre un angolo di stempiatura può cambiarti tantissimo la fisionomia del viso. Quindi ho preso a tenere i capelli cortissimi più per essere sicuro che la stempiatura sia visibile e non una ‘sorpresa’ al primo colpo di vento. Questo devo dire che mi ha tranquillizzato molto. Ma nel mio caso non è legato al timore di non piacere o piacermi (cioè anche si ma non in maniera assoluta), ma di non essere sicuro cosa vedono gli altri. A volte ho anche pensato che potesse trattarsi di un problema neurologico, che il cervello fa difficoltà a creare una mappa precisa del proprio fisico, e quindi vedere qualcosa di diverso in una particolare foto, filmato ecc. crea uno shock da disorientamento della propria identità
 

yolo

Utente
3 Aprile 2019
48
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Milano
Yolo, ti faccio una domanda
Non è che la dismorfofobia sia anche l’errata percezione del proprio fisico? Proprio perché parli di centinaia di foto... anche io quando ero ragazzo, ma ricordo che lo facevo perché non ero sicuro di quale fosse il mio vero aspetto. Capitava che mi vedevo bene allo specchio, e quasi credevo di vedere un’altra persona sulle foto. Hai presente quando arrivi al punto da chiedere a un tuo amico se sei normale? E questo ti risponde “non hai gli specchi a casa?”, il fatto è che mi pareva di avere 100 aspetti fisici diversi, e questo mi disturbava. Un po’ questo atteggiamento è rimasto chiaramente con la calvizie perché noti che avere anche solo un ciuffo di capelli che ti copre un angolo di stempiatura può cambiarti tantissimo la fisionomia del viso. Quindi ho preso a tenere i capelli cortissimi più per essere sicuro che la stempiatura sia visibile e non una ‘sorpresa’ al primo colpo di vento. Questo devo dire che mi ha tranquillizzato molto. Ma nel mio caso non è legato al timore di non piacere o piacermi (cioè anche si ma non in maniera assoluta), ma di non essere sicuro cosa vedono gli altri. A volte ho anche pensato che potesse trattarsi di un problema neurologico, che il cervello fa difficoltà a creare una mappa precisa del proprio fisico, e quindi vedere qualcosa di diverso in una particolare foto, filmato ecc. crea uno shock da disorientamento della propria identità
Ciao! Perdonami se rispondo solo adesso.
La risposta è sì, ma non come dici tu. L'errata percezione del proprio corpo è un aspetto fondante della dismorfofobia, ma tale dinamica avviene allo specchio come avviene in foto. Come ho detto sopra, se sei dismorfofobico guardarti allo specchio è come guardare in uno di quegli specchi del luna park.
Per quanto riguarda la differenza nelle foto e allo specchio, la spiegazione sta nella percezione visiva. In sostanza nessun viso è simmetrico, noi siamo abituati alla nostra immagine specchiata e quindi a vedere le asimmetrie in un certo modo; quando ci fanno una foto l'immagine non è specchiata e le asimmetrie, pur essendo sempre quelle, vengono "ribaltate" alla nostra percezione, che le coglie tutte come nuove. Il nostro cervello è fatto per armonizzare un'immagine che abbiamo davanti spesso, ovvero quella che vediamo allo specchio, mentre non armonizza la asimmetrie ribaltate (che poi sono quelle reali) che ci appaiono tutte nuove. Le persone esterne però ci vedono sempre allo stesso modo, per cui le nostre asimmetrie a loro appaiono armonizzate come per noi allo specchio. Inoltre nelle foto ci sono più elementi che concorrono a dare un'immagine distorta: la foto è priva di movimento, la lente della fotocamera distorce per forza (un selfie non sarà MAI una rappresentazione accurata della nostra faccia) e così via. È normalissimo vedere un'altra persona nelle foto.

Il tuo caso specifico, in tutta onestà, non saprei commentarlo. Anche io ho il timore di "svelare" il mio vero aspetto e quindi capisco la tua scelta con i capelli. Non so però dire se sia la dismorfofobia o altro. Allo stesso modo anche io sono stato molto preoccupato per la differenza tra foto e specchio. Posso dirti che per me la dismorfofobia si è legata ad un alto numero di problematiche: disturbo d'ansia generalizzato, distimia, attacchi di panico e paura dell'abbandono in sostanza.
 
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Utente1988

Utente
12 Febbraio 2019
453
6
265
Dipende
Per di più una mia amica che fa architettura mi ha spiegato (con tanto di dimostrazioni di punti focali) che le foto dei nostri dispositivi digitali tendono a ingrandire il naso