Galenica fina+minox+altro, 38 anni, autotrapianto tra 4 mesi?

proxy

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grazie proxy ma mi sa che mi sono espresso male: non intendevo per il lavaggio

intendevo dire: le galeniche da come mi ha detto il tricologo vanno messe goccia a goccia (senza trascinare) direttamente sulla cute e poi massaggiate col polpastrello (se ho capito bene a sto punto, ditemi voi) ma se è su una zona di nuovo impianto posso farlo lo stesso? o devo aspettare una settimana/quello che è prima di poter toccare la cute?
Devi attendere prima di applicare lozioni,ma sarà la clinica a dirti cosa devi Fare
 
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librolibro

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18 Novembre 2025
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Ragazzi scusate una domanda scema che mi è venuta all'improvviso:
ma se è vero che dopo un ht a cadere per dht non sono i trapiantati ma gli indigeni, allora perché bisogna aspettare che faccia effetto fina + dht blocker prima di fare ht?
spiego meglio:
quelli messi col trapianto NON si perdono in ogni caso per dht, correggetemi se sbaglio.
mentre quelli indigeni che anche a cura avviata fossero destinati a cadere perché fanno parte dei non salvabili, li perderei ugualmente.
che siano vicini a dei nuovi trapiantati oppure no.
quindi colgo tutto e inizio la terapia eh, ho il palmetto e sto aspettando la galenica con fina, ma sta cosa non mi tornava.
approfitto per mettere un'intervista abbastanza fresca e molto interessante del dott. Gigli
 
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kiske 202

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18 Ottobre 2011
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Dunque ..dipende da che grado di calvizie sei destinato a raggiungere (più è alto e più è facile che diverse uf prelevate in donor possano un domani divenire agate,quindi no ,non tutti i capelli provenienti dalla donor sono x sempre e per questo motivo e per possibili traumi/errori in fase di estrazione/innesto),per la questione indigeni le cure servono e per tentare mantenimento il più a lungo possibile e per scongiurare shock loss (che può essere permanente ) in fase di ht.... più mantieni in buona salute gli indigeni e meno uf dovrai utilizzare ,quindi risparmierai donor in caso di ritocco e avrai certamente più densità nelle zone di innesto
 

librolibro

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18 Novembre 2025
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e qui mi trovo a metà perché il dottor Gigli che tutti rispettiamo qua dentro dice (come Masullo e altri) che i trapiantati non sono soggetti a aga
(qui il punto https://youtu.be/6tBUc7YT4I4?t=161 ) ma le esperienze nel mondo vero alla fine sono la realtà che va oltre gli articoli scientifici. i bias possono esserci sia negli occhi di chi guarda la realtà dei trapiantati che nell'articolo se chi scrive è nel board di qualche casa farmaceutica.

invece non sapevo che lo shock loss potesse essere permanente porco cane.
 

proxy

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12 Febbraio 2003
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Il trapianto ideale sarebbe dai 50 anni e su donnor molto molto bassa
Prima è ancora tutto in evoluzione,ecco perché un trapianto in giovane età,e quasi sempre destinato a più di un ritocco
 

vivanco

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2 Settembre 2018
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e qui mi trovo a metà perché il dottor Gigli che tutti rispettiamo qua dentro dice (come Masullo e altri) che i trapiantati non sono soggetti a aga
(qui il punto https://youtu.be/6tBUc7YT4I4?t=161 ) ma le esperienze nel mondo vero alla fine sono la realtà che va oltre gli articoli scientifici. i bias possono esserci sia negli occhi di chi guarda la realtà dei trapiantati che nell'articolo se chi scrive è nel board di qualche casa farmaceutica.

invece non sapevo che lo shock loss potesse essere permanente porco cane.
Diciamo che il principio di base del trapianto è che i capelli spostati dalla donante alla ricevente siano immuni al DHT. Il che è tutt'ora vero, ma nel corso degli anni si è capito che non tutta l'area donante + immune al DHT e che una percentuale di capelli dell'area donante sono anch'essi destinati alla miniaturizzazione. Ovviamente questa percentuale non è conoscibile ex ante (anche perché, tra l'altro, essendo l'area donante una delle aree più ricche, normalmente uno non si accorge della miniaturizzazione. Per non parlare dei casi di DUPA e BUPA, più diffusi di quanto si creda)
 

librolibro

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18 Novembre 2025
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@proxy
sì è vero, però il trapianto a 50+ non serve più in confronto a quanto serve quando ancora devi trovare e sistemarti con una partner, quindi eventualmente ben vengano ritocchi futuri, se significa essere il più possibile presentabile quando serve

@vivanco
oooh ecco, questa è la risposta che cercavo. quindi in pratica è un NORMALMENTE i capelli trapiantati non sono soggetti a dht, ma all'atto pratico una parte sì. questo è in antitesi con quello che normalmente si sente dai dottori, ma se è la vostra esperienza su campo la prendo come informazione preziosa. quindi questa è la risposta al bisogno di fina pre intervento
 
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vivanco

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@proxy
sì è vero, però il trapianto a 50+ non serve più in confronto a quanto serve quando ancora devi trovare e sistemarti con una partner, quindi eventualmente ben vengano ritocchi futuri, se significa essere il più possibile presentabile quando serve. quindi comunque noto

@vivanco
oooh ecco, questa è la risposta che cercavo. quindi in pratica è un NORMALMENTE i capelli trapiantati non sono soggetti a dht, ma all'atto pratico una parte sì. questo è in antitesi con quello che normalmente si sente dai dottori, ma se è la vostra esperienza su campo la prendo come informazione preziosa. quindi questa è la risposta al bisogno di fina pre intervento
Oddio, in realtà tutti i chirurghi che mi hanno visto (nel mio caso Hasson, De Freitas e Tesauro) mi hanno sempre detto che il mito dell'area donante assolutamente immune al 100% dal DHT è ormai sfatato. Che poi è il motivo per il quale i cosiddetti chirurghi top manco ti guardano se non si assume finasteride orale pre e post trapianto (giustamente). In alcune cliniche, quasi tutte il Turchia, invece, pur di fare la pesca a strascico...

Tra l'altro non è una questione di normalità. Più semplicemente il fatto è che una certa quota di capelli presenti in area donante non è immune al DHT. E questa quota varia anche sensibilmente da persona a persona. Quando la miniaturizzazione in area donante supera una certa soglia, poi, si parla di DUPA e BUPA (che, nella sostanza, indicano che la miniaturizzazione è penetrata in area donante al di sopra di quella soglia "fisiologica" di miniaturizzazione in donor).

Ovviamente la scarsa tenuta del trapianto non dipende soltanto dalla miniaturizzazione ma anche da tanti altri fattori: capacità del chirurgo, eventuali patologie autoimmuni latenti o, comunque, non diagnosticabili se non a seguito di esami specifici, etc.

Per farla breve: se si seguono serie terapie pre e post, se si sceglie un chirurgo top con ampia casistica alle spalle, se si evita di farsi il trapianto a 20 anni, i rischi si abbassano e non di poco si può sperare in una tenuta ottimale nel corso del tempo
 
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