SAREBBE UNA COPPIA DEDITA A RAPPORTI TRIADICI QUELLA ASSASSINATA DAL RUMENO A MARTELLATE
VERONA - Un martello e un oggetto sagomato, presumibilmente una sbarra, utilizzati piu' volte, hanno provocato la morte di Luigi Meche, il pensionato veronese ammazzato mercoledi' scorso nella sua villa di Lugagnano (Verona), mentre la moglie Luciana Rambaldo e' deceduta per soffocamento.
Sono i risultati dell'autopsia a cui sono stati sottoposti i due coniugi, trapelati dalle strettissime maglie del riserbo che circonda le indagini sul duplice assassinio. Sul fronte investigativo gli accertamenti delle ultime ore non sono riusciti a chiarire i dubbi che circondano soprattutto la morte della donna, della quale Claudiu Stoleru, il giovane rumeno accusato di omicidio volontario plurimo, continua a dichiararsi estraneo. L'unico elemento certo e' che Luciana Rambaldo e' stata uccisa in camera da letto e non ha subito violenza sessuale, ma su chi sia l'assassino non esiste, al momento, alcuna prova determinante.
I carabinieri si limitano a confermare che sono molte le piste al vaglio, che si spera di ridurre dopo gli interrogatori a cui saranno sottoposti nuovamente nelle prossime ore vicini e familiari della coppia. L'ipotesi che il romeno sia stato insidiato da Meche, come dichiarato dal presunto assassino, troverebbe credito tra gli investigatori, sulla base di alcune testimonianze che confermerebbero le attenzione particolari che l'uomo avrebbero rivolto in passato ad altre persone.
LA VERSIONE DEL ROMENO
Lui ha confessato di aver ammazzato solo Luigi Meche perché, a suo dire, quell' uomo che ogni tanto gli procurava qualche lavoretto come imbianchino lo 'tormentava' con continue avance sessuali. E non solo lui: ai carabinieri ha raccontato che il pensionato era solito invitare giovani stranieri nella cantina della sua villa per insidiarli sessualmente dopo averli fatti bere. Gli inquirenti invece sono convinti che il giovane romeno abbia ucciso oltre a Meche, 60 anni, anche la moglie Luciana Rambaldo, 57, i coniugi trovati mercoledì scorso all'interno della loro villa a Lugagnano di Sona (Verona). L'ipotesi di accusa mossa dalla Procura scaligera a carico di Claudiu Stoleru, 20 anni, è infatti quella di omicidio volontario plurimo. Anche se non è ancora chiaro il motivo che avrebbe spinto il romeno ad uccidere la donna, trovata seminuda nel suo letto, mentre per l'omicidio del marito non si esclude che possa essere avvenuto durante un gioco erotico. Il p
VERONA - Un martello e un oggetto sagomato, presumibilmente una sbarra, utilizzati piu' volte, hanno provocato la morte di Luigi Meche, il pensionato veronese ammazzato mercoledi' scorso nella sua villa di Lugagnano (Verona), mentre la moglie Luciana Rambaldo e' deceduta per soffocamento.
Sono i risultati dell'autopsia a cui sono stati sottoposti i due coniugi, trapelati dalle strettissime maglie del riserbo che circonda le indagini sul duplice assassinio. Sul fronte investigativo gli accertamenti delle ultime ore non sono riusciti a chiarire i dubbi che circondano soprattutto la morte della donna, della quale Claudiu Stoleru, il giovane rumeno accusato di omicidio volontario plurimo, continua a dichiararsi estraneo. L'unico elemento certo e' che Luciana Rambaldo e' stata uccisa in camera da letto e non ha subito violenza sessuale, ma su chi sia l'assassino non esiste, al momento, alcuna prova determinante.
I carabinieri si limitano a confermare che sono molte le piste al vaglio, che si spera di ridurre dopo gli interrogatori a cui saranno sottoposti nuovamente nelle prossime ore vicini e familiari della coppia. L'ipotesi che il romeno sia stato insidiato da Meche, come dichiarato dal presunto assassino, troverebbe credito tra gli investigatori, sulla base di alcune testimonianze che confermerebbero le attenzione particolari che l'uomo avrebbero rivolto in passato ad altre persone.
LA VERSIONE DEL ROMENO
Lui ha confessato di aver ammazzato solo Luigi Meche perché, a suo dire, quell' uomo che ogni tanto gli procurava qualche lavoretto come imbianchino lo 'tormentava' con continue avance sessuali. E non solo lui: ai carabinieri ha raccontato che il pensionato era solito invitare giovani stranieri nella cantina della sua villa per insidiarli sessualmente dopo averli fatti bere. Gli inquirenti invece sono convinti che il giovane romeno abbia ucciso oltre a Meche, 60 anni, anche la moglie Luciana Rambaldo, 57, i coniugi trovati mercoledì scorso all'interno della loro villa a Lugagnano di Sona (Verona). L'ipotesi di accusa mossa dalla Procura scaligera a carico di Claudiu Stoleru, 20 anni, è infatti quella di omicidio volontario plurimo. Anche se non è ancora chiaro il motivo che avrebbe spinto il romeno ad uccidere la donna, trovata seminuda nel suo letto, mentre per l'omicidio del marito non si esclude che possa essere avvenuto durante un gioco erotico. Il p